Adsorbitore a carbone attivo ACT con postfiltro, 16 bar, 0,5-6 m³/min
Prezzo di venditaAb 11.826,00 Kč Prezzo normale 13.288,00 KčPrezzo base
Adsorbitore a carbone attivo come stadio di filtrazione fine nel trattamento dell’aria compressa
Un adsorbitore a carbone attivo viene impiegato quando la normale filtrazione delle particelle e la filtrazione a coalescenza da sole non sono sufficienti. Mentre i filtri separano soprattutto particelle solide e aerosol liquidi, il carbone attivo trattiene in particolare gli idrocarburi gassosi, i vapori d’olio e le sostanze odorigene. Costituisce quindi uno stadio di filtrazione fine a valle per applicazioni con requisiti elevati in termini di contenuto residuo di olio e riduzione degli odori nell’aria compressa.
L’assortimento attuale comprende adsorbitori a carbone attivo per portate volumetriche da 0,5 a 6 m³/min e pressioni di esercizio fino a 16 bar. Le dimensioni costruttive vanno dagli impianti compatti con attacco G 1/2 pollice fino alle versioni più grandi con G 1 1/2 pollice. Alle condizioni di riferimento indicate è specificato un contenuto residuo di olio pari a ≤ 0,003 mg/m³.
Perché “assolutamente priva di olio” sarebbe tecnicamente troppo generico
La qualità dell’aria compressa ottenibile non dipende esclusivamente dall’adsorbitore a carbone attivo. Sono determinanti anche il carico dell’aria in ingresso, la filtrazione a monte, il punto di rugiada in pressione, la temperatura, la portata volumetrica effettiva e lo stato del carbone attivo. Per questo, un valore concreto del residuo di olio in condizioni definite è tecnicamente più significativo della dicitura generica “assolutamente priva di olio”.
Il valore indicato di ≤ 0,003 mg/m³ descrive le prestazioni degli adsorbitori attuali nelle condizioni operative previste. Il raggiungimento costante di questo valore in un impianto completo concreto dipende dal corretto dimensionamento e dalla manutenzione di tutti gli stadi di trattamento a monte.
La prefiltrazione protegge il carbone attivo
Il carbone attivo è particolarmente efficace per i componenti residui gassosi. Quantità maggiori di olio liquido, nebbia d’olio, acqua o particelle devono essere rimosse già a monte. Una filtrazione a coalescenza e una filtrazione fine adeguate riducono questo carico e impediscono che la capacità di adsorbimento si esaurisca inutilmente e rapidamente.
In questo si differenzia chiaramente un adsorbitore a carbone attivo da un filtro per aria compressa: integra la filtrazione, ma non la sostituisce. Allo stesso modo, non sostituisce un separatore ciclonico quando si formano quantità elevate di condensa liquida.
Preessiccazione e punto di rugiada in pressione
Anche l’umidità dell’aria compressa influisce sulla durata di esercizio. L’acqua compete, sulla grande superficie interna del carbone attivo, con le sostanze che dovrebbero essere adsorbite. Per questo l’aria compressa dovrebbe essere sufficientemente essiccata prima dell’adsorbitore a carbone attivo. Per il sistema attuale si raccomanda una preessiccazione con un punto di rugiada in pressione di circa +3 °C o inferiore.
Un essiccatore frigorifero può fornire esattamente questo intervallo per molte applicazioni standard. Se sono necessari punti di rugiada in pressione sensibilmente più bassi, ad esempio per tubazioni esterne fredde o processi particolarmente esigenti, un essiccatore ad adsorbimento può rappresentare lo stadio di essiccazione a monte più adatto.
Filtro a valle dell’adsorbitore a carbone attivo
Il sistema attuale dispone di un filtro a valle integrato. Questo serve a trattenere le particelle più fini o l’eventuale polvere di carbone attivo dietro lo stadio di adsorbimento. In questo modo la catena di trattamento viene completata funzionalmente. La rimozione effettiva degli idrocarburi gassosi avviene tuttavia tramite il carbone attivo e non tramite questo filtro a valle.
Realizzare correttamente la catena di trattamento
✅ separare in sicurezza la condensa liquida a monte
✅ ridurre particelle e aerosol con filtri adeguati
✅ essiccare l’aria compressa fino al punto di rugiada in pressione richiesto
✅ dimensionare l’adsorbitore a carbone attivo in base alla portata volumetrica e alle condizioni operative
✅ controllare regolarmente il filtro a valle e lo stato di manutenzione
Dimensionamento corretto da 0,5 a 6 m³/min
Le dimensioni costruttive disponibili coprono portate volumetriche nominali da 0,5 fino a 6,0 m³/min, passando per 0,7, 1,0, 1,5, 2,0, 3,0 e 4,5 m³/min. La scelta dovrebbe basarsi sulla portata volumetrica massima effettiva. Se un adsorbitore viene utilizzato costantemente oltre il proprio intervallo previsto, il tempo di contatto tra aria e carbone attivo si riduce e non è possibile garantire in modo affidabile le prestazioni di depurazione desiderate.
Anche la temperatura svolge un ruolo importante: l’adsorbimento funziona meglio a temperature favorevoli e più basse rispetto a temperature dell’aria compressa molto elevate. Per questo l’intero sistema di trattamento dovrebbe essere progettato in modo che le condizioni di ingresso rimangano entro i limiti operativi indicati.
Acquistare un adsorbitore a carbone attivo
Chi desidera acquistare un adsorbitore a carbone attivo dovrebbe innanzitutto stabilire quale contenuto residuo di olio o quale qualità dell’aria compressa sia realmente necessaria. Successivamente si verificano portata volumetrica, pressione, temperatura, prefiltrazione e punto di rugiada in pressione. Se utilizzato correttamente, l’adsorbitore a carbone attivo è uno stadio mirato di filtrazione fine per aria compressa con contenuto di olio e odori particolarmente ridotti, ma sempre come parte di una catena di trattamento coordinata.